GIUSEPPE MAZZINI IN NOME DI DIO E DELL'ITALIA

GIUSEPPE MAZZINI.
Ma come mai tutti si appellano a Dio?
Condannato a morte per alto tradimento da un tribunale militare (al meridione quelli come lui furono trucidati sul posto senza neanche un processo regolare) un pericoloso eversore, attentatore e contrario all'ordine costituito, fuggito all'estero, una vergogna, un disonore per le gerarchie militari e per l'onore che ne consegue. Un tramatore affiliato, in suolo inglese alla massoneria di rito scozzese, un asservito per finanziamento all'estero ( uno che ha contribuito al debito della nazione) e per il Partito Nazionale Italiano.
E questa la dice lunga sugli interessi inglesi alle vicende politiche dello "stivale". Questi i documenti, questi i fatti, diffidate da chi continua a spacciare un eversivo condannato a morte per patriota, fondatore della patria, non è la verità.

La verità è che fu un fondatore di sette segrete con giuramenti deliranti e farneticanti senza alcuna valutazione delle gravi conseguenze politiche che questo modo di agire comportò.

Della giovane italia, la setta segreta da lui rifondata in inghilterra non fregava niente a nessuno, farneticava contro la tirannide straniera ma si faceva finanziare dai massoni inglesi che miravano ad invadere la penisola insieme ad un monarca di un piccolissimo regno in suolo francese, quindi monarchie straniere, tirannidi in italia.
"Ricostituita in Inghilterra nel 1839, si rivelò poco vitale, e venne poi definitivamente sciolta da Mazzini il 05 marzo 1848 per dare origine all’Associazione Nazionale Italiana e successivamente al Partito d’Azione, da cui originarono i nuclei del Partito Radicale Storico e del Partito Repubblicano Italiano."
Il giuramento prestato dai suoi adepti era il seguente:
“Nel nome di Dio e dell’Italia. 
Nel nome di tutti i martiri della santa causa italiana, caduti sotto i colpi della tirannide, straniera e domestica. 
Pei doveri che mi legano alla terra ove Dio m’ha posto, ed ai fratelli che Dio m’ha dati, per l’amore, innato in ogni uomo, ai luoghi ove nacque mia madre ed ove vivranno i miei figli, per l’odio innato in ogni uomo al male, all’ingiustizia, all’usurpazione ed all’arbitrio, pel rossore ch’io sento in faccia ai cittadini dell’altre nazioni, del non aver nome né diritti di cittadino, né bandiera di nazione, né patria, pel fremito dell’anima mia creata alla libertà, impotente ad esercitarla, creata all’attività nel bene ed impotente a farlo nel silenzio e nell’isolamento della servitù, per la memoria dell’antica potenza, per la coscienza della presente abbiezione, per le lagrime delle donne italiane, pei figli morti sul palco, nelle prigioni, in esilio … 
io giuro di consacrarmi tutto e per sempre a costituire l’Italia in Nazione Una, Indipendente, Libera e Repubblicana, ora e per sempre. 
Così giuro, invocando sulla mia testa l’ira di Dio se io tradissi in tutto od in parte questo mio giuramento”.

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